Cultura, Parma 2020

Comitato Parma2020, “Minoranze chiuse negli steccati di una vecchia politica contro”

“Il progetto enfatizza un forte, attivo, coinvolgimento dei privati e delle imprese del territorio, una stretta relazione con il mondo dell’università e della ricerca, con il mondo della cultura e del welfare”


Sono le parole che lo scorso febbraio hanno siglato la vittoria di Parma scelta come Capitale Italiana della Cultura 2020 proprio per la motivazione sopra citata. Parole pronunciate a chiare lettere dall’allora Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini (PD) nel premiare la nostra città, designata all’unanimità vincitrice proprio perchè riconosciuta come “esempio virtuoso” di una elevata capacità di progettazione che ha saputo mettere insieme un sistema complesso di soggetti: il tessuto privato e le imprese, il mondo dell’università e della ricerca, il sistema del welfare cittadino, i distretti socio-culturali, il mondo giovanile.
Parole che adesso, a sentire i consiglieri di minoranza a traino Pd, sembrano superate in nome di un interesse pubblico da tutelare da chissà quale attentato. Questo significa la polemica scatenata dopo la commissione consiliare Cultura di ieri, 10 settembre, per la delibera che vedrà la costituzione del comitato per la realizzazione dei progetti nel cartellone di Parma2020. Un comitato che, oltre ai promotori e soci fondatori, privati e Comune, rimarrà aperto alla partecipazione di altre realtà del territorio, proprio nell’interesse cittadino in senso più largo.

Effetto Parma crede fortemente che Parma 2020 rappresenterà l’ennesima importante occasione per fare squadra e coinvolgere le migliori forze del territorio.
La capacità di fare alleanza con una sinergia d’intenti è, infatti, alla base di una nuova visione moderna di città che ha guidato questa scelta. Una città che cammina con, non contro.

Peccato che, evidentemente, il pubblico, secondo la minoranza, debba rimanere chiuso nel suo recinto. La realtà è che continuare a demonizzare la sinergia pubblico-privata è sintomo di una politica vecchia, forse più abituata a tutelare, in verità, l’interesse privato sotteso, sbandierando un controllo pubblico solo sulla carta. Un’apprensione di facciata che evidenzia perfino lo scollamento degli esponenti locali con le scelte del partito di riferimento.
Si tratta di logiche di contrapposizione che non solo non valorizzano quanto fatto – e riconosciuto all’unanimità – fin qui, ma che rischiano di affossare un lavoro di squadra che per Parma deve essere, invece, motivo di vanto. Una città che supera i suoi steccati interni e unita investe su se stessa.

Gruppo consiliare

Effetto Parma

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