Comunicati, Istruzione, Politica Nazionale

La commissione non s’ha da fare: il balletto delle mozioni della Lega

Mozioni a pioggia e poi magicamente ritenute superflue quando diventano scomode. Si può così riassumere l’atteggiamento della Lega palesato a proposito della mozione sul caso del licenziamento dei maestri con diploma magistrale, tema di una commissione in programma per oggi, poi ritirata a sole tre ore dalla discussione.

Un vero e proprio balletto delle mozioni messo in piedi dalla Lega per proseguire la propria campagna elettorale o accantonare al momento opportuno temi sui quali adesso sono chiamati a impegnarsi concretamente e in prima linea.

Per maggiore chiarezza ricostruiamo la vicenda: a gennaio i consiglieri del Gruppo della Lega hanno presentato una mozione sul caso del licenziamento dei maestri con diploma magistrale che, a seguito dalla sentenza del Consiglio di Stato, escludeva tali insegnanti dall’inserimento nelle “graduatorie ad esaurimento” (per insegnanti abilitati e utilizzate per l’assunzione in ruolo) limitandone l’inserimento nelle “graduatorie d’istituto” (utilizzate per le supplenze annuali e temporanee). Una mozione che impegnava il Sindaco e la Giunta a farsi promotore della soluzione della vicenda, sensibilizzando anche a livello nazionale il Consiglio dei Ministri e il Ministro all’Istruzione per stabilizzare questi insegnanti. Una mozione sfornata giusto nei tempi della campagna elettorale, periodo fervido che ha visto i suddetti consiglieri comunali attivi nel contattare le maestre interessate, circa 400 a Parma.

La mozione ha seguito un ordine dei lavori cronologico, finchè, arrivato il momento per poterne discutere in commissione, il governo non era ancora formato. Una volta insediato il governo, con i tempi necessari, la commissione è stata convocata per oggi, 11 luglio 2018 alle ore 18,30. Nella stessa mattina, arriva però una richiesta informale dove la consigliera e deputata Cavandoli esprime la volontà di ritirare la mozione e chiede che venga annullata la commissione. Volontà che non è stata accolta dai Presidenti per rispetto dei componenti delle commissioni congiunte convocate. A questo segue il ritiro formale della mozione giunto in via ufficiale alle ore 15, a sole 3 ore dalla Commissione.

Ricostruiti i dovuti passaggi, come gruppo politico Effetto Parma aggiungiamo alcune considerazioni politiche.

Allo stato attuale non c’è un indirizzo chiaro rispetto a una situazione che rimane critica. Il provvedimento sospensivo del vice premier nel frattempo sopraggiunto, infatti, è di fatto un voler prendere tempo congelando per 120 giorni i contratti in modo da garantire il regolare avvio del nuovo anno scolastico per poi non sapere che fine faranno i diplomati magistrali. In via informale si parla di un provvedimento legislativo che dovrebbe essere approvato entro l’estate ma non c’è nulla di ufficiale. Alla luce di questo ci sembra ancor più opportuna e di valore la mozione volta a richiedere un impegno chiaro da Roma per la stabilizzazione dei docenti. Evidentemente, però, dato che adesso è la stessa Lega al Governo, si fa marcia indietro. Due pesi e due misure?
Non accettiamo che questa vicenda venga strumentalizzata a tal punto e che si consideri “superata” dato che nulla fino ad oggi è dato sapere in via ufficiale sul futuro di questi insegnanti, nonostante i consiglieri della Lega si siano detti in contatto le maestre, informate e aggiornate su quanto si sta facendo a Roma. Non sarebbe stato ancor più opportuno discutere gli aggiornamenti della vicenda in una commissione dedicata, la sede deputata per un confronto chiaro e partecipato da tutti i soggetti interessati? O se fosse davvero questo il motivo del ritiro della mozione, perché farlo a ridosso della commissione e non prima, mostrando quanto meno poco rispetto per l’organo consiliare.

Evidentemente i consiglieri della Lega, nel frattempo assenti oggi da Parma perché impegnati a Roma, (pur sapendo benissimo per tempo della commissione odierna) non hanno la stessa considerazione della nostra città e dei cittadini che li hanno eletti come amministratori.

Nel rispetto delle persone coinvolte, ribadiamo la volontà di tenere la commissione, alla quale sarà presente anche una delegazione di maestri del coordinamento di Parma. Gli stessi che i consiglieri Cavandoli e Campari hanno incontrato in campagna elettorale promettendo impegno.

Siamo convinti che le commissioni non possono essere utilizzate solo come cassa di risonanza del dissenso, della critica o, peggio, come strumenti di consenso elettorale. Sono luoghi di confronto dove si istruiscono i temi e si delineano le determinazioni da sottoporre poi al Consiglio, nella salvaguardia della centralità e del ruolo dell’istituzione a tutela dei reali interessi dei cittadini, non della politica dei partiti.

Gruppo consiliare
Effetto Parma
Previous ArticleNext Article